1. Ti ringrazio per aver esserti volontariamente sottoposta alle mie torture! Inizio subito chiedendoti di parlarci un po’ di te: da quanto tempo calchi questa terra, cosa studi o fai di lavoro e quando hai incominciato a scrivere?
R: Ciao, allora, ho 24 anni (1987), mi sono laureata al Dams Cinema di Bologna nel 2010, ho studiato regia nel 2011, seguito vari corsi, e girato, finora, i miei due primi cortometraggi. Sto muovendo i primi passi nel mondo artistico. Per quanto riguarda la scrittura è qualcosa che mi porto dietro da sempre, i primi racconti li scrivevo già all’età di 6 anni.
2. Specifichiamo meglio ai lettori: cosa hai scritto finora, i generi e i titoli, e cosa ti ha spinta a cimentarti in questa particolare attività letteraria, in particolar modo per quanto riguarda le tipologie peculiari a cui ti sei dedicata? Hai in mente di dedicarti ad un altro genere con i tuoi prossimi lavori? O rimarrai fedele a un tuo progetto o modo di scrivere?
R: All’attivo ho il mio romanzo d’esordio, “Notti senza luna” (il primo volume di una trilogia fantasy da me ideata) e un romanzo breve di vita vissuta, “Ritratto”. Da sempre adoro il fantasy e volevo mettermi alla prova come autrice in questo genere (ho un altro romanzo fantasy ancora inedito). Sto correggendo altri due romanzi, uno drammatico-psicologico e l’altro una sorta di thriller, direi. Credo che, per un altro lavoro, mi cimenterò nel drammatico.
3. Hai finora ricevuto, per questi lavori, qualche premio o riconoscimento? Oppure hai partecipato a qualche competizione? In quali occasioni? Raccontaci di queste esperienze: è stato facile per te partecipare e vincere? Lo sarebbe altrettanto per un ipotetico autore emergente? Quanto è stata serrata, a questo proposito, la competizione e come ti sei sentita una volta terminato il concorso: realizzata, determinata, delusa, demotivata? Se no, hai in mente di parteciparvi o ritieni di star lavorando/aver lavorato in attesa di qualche riconoscimento ufficiale che ti piacerebbe ricevere?
R: Finora non ho ricevuto riconoscimenti o premi, soltanto, un mio racconto breve è stato selezionato nel concorso “Granelli di parole” 2010 della Casa Editrice Kimerik e inserito nell’antologia dei premiati curata da quest’ultima. Mi piacerebbe ottenere qualche riconoscimento per il mio lavoro ma non so quanto sia facile, soprattutto per un emergente.
4. Prima si parlava di studio e di lavoro: ritieni che questo si sposi adeguatamente con le tue aspirazioni scrittorie? Come concili i due ambiti e cosa consiglieresti a quegli esordienti che si stanno addentrando nel mondo del lavoro, qualunque esso scelgano?
R: Il mio ambito lavorativo (artistico) si concilia alla grande con la scrittura anche perchè i miei racconti diventano idee per sceneggiature, è uno scambio continuo. Scrivo e invento sempre per realizzare cortometraggi. Un consiglio agli altri esordienti? Non abbandonare mai la scrittura, qualsiasi cosa facciano.
5. Relativamente al tuo ambito di preferenza: prosa o poesia, ritieni di poterti o volerti cimentare nell’altro campo di scrittura? Pensi possa essere facile o difficile per te e per quale motivo? Quali sono, se ci sono, le dritte che, a questo proposito, potresti dare ai neofiti che, per la prima volta, si stanno facendo attrarre dalle voluttà dell’ispirazione?
R: Io mi sento a mio agio a scrivere prosa e, al momento, scrivo soltanto quella. In passato mi sono cimentata con la poesia, ho ottenuto due riconoscimenti a due concorsi locali ma non mi sento incline a questo genere letterario.
