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1. Ti ringrazio per aver esserti volontariamente sottoposta alle mie torture! Inizio subito chiedendoti di parlarci un po’ di te: da quanto tempo calchi questa terra, cosa studi o fai di lavoro e quando hai incominciato a scrivere?

R: Mi è stata offerta un’ottima possibilità: parlare del mio libro e farmi un po’ di pubblicità. Grazie.
Primo, in ordine di importanza per la legge degli uomini, il prezzo del libro è esiguo, volutamente, perché fosse accessibile alle tasche, mie e vostre, trovando così posto in numerose case.
Probabilmente se il mio scopo fosse stato stampare tante copie con qualche prestigiosa casa editrice con una stampa di lusso del volume avrei avuto possibilità di venderle tutte solo a patto di avere un nome già affermato o uno stuolo di conoscenze in grado di far fuori tutte le giacenze di magazzino.
Purtroppo non è così.
Dunque per far girare il libro e farne conoscere il contenuto ho la possibilità, attraverso l’edizione economica, di utilizzare i canali comunicativi per lanciare questo messaggio nella bottiglia e incuriosire quanti più lettori mi sia possibile conquistare.
Altre precisazioni, nella legge dei sogni, sono chi sono e come si presenta il libro. Be’ chi sono è complesso ma si può in parte evincere da quello che faccio e da quello che penso…iniziamo dunque da questo libro “Dio e la Conoscenza”…

2. Specifichiamo meglio ai lettori: cosa hai scritto finora, i generi e i titoli, e cosa ti ha spinta a cimentarti in questa particolare attività letteraria, in particolar modo per quanto riguarda le tipologie peculiari a cui ti sei dedicata? Hai in mente di dedicarti ad un altro genere con i tuoi prossimi lavori? O rimarrai fedele a un tuo progetto o modo di scrivere?

R: Queste poche notizie sull’autrice perché mi piacerebbe dire qualche parola di più sul contenuto del mio saggio strutturato in sezioni espositive che affrontano il confronto tra ‘Dio’ e la ‘Conoscenza’ secondo differenti ambiti d’analisi: la scienza, la filosofia, la magia naturale, la tradizione ermetica di Ermete Trismegisto, l’arte e la religione.
Mi preme, per modestia intellettuale, instaurare subito un rapporto di fiducia e stima reciproca nei confronti di coloro che decideranno di leggere il mio libro chiedendo commenti e suggerimenti.
Da parte mia occorre precisare che il saggio vede nella mia persona una lente interpretativa, un sentito curatore, un curioso ricercatore desideroso di vedere oltre, meglio al di sopra, dei fuorvianti luoghi comuni e degli schemi mentali figli del nostro tempo per attingere nuova linfa vitale nel passato.
Penso di continuare questa linea tematica di ricerca infatti ho firmato un contratto di edizione con Zedda Editore per far uscire a settembre 2011 una versione differente di “Dio e la Conoscenza. Antologia di scritti: dall’antica cosmogonia alla tradizione ermetica” e presumibilmente la traduzione di quest’ultima versione anche in inglese con relativa pubblicazione e un piano di marketing per la vendita all’estero. Mi sembra posa essere una buona lente interpretativa di nuove esigenze spirituali ma anche necessità materiali che si stanno affacciando ormai da tempo alla nostra coscienza.

3. Hai finora ricevuto, per questi lavori, qualche premio o riconoscimento? Oppure hai partecipato a qualche competizione? In quali occasioni? Raccontaci di queste esperienze: è stato facile per te partecipare e vincere? Lo sarebbe altrettanto per un ipotetico autore emergente? Quanto è stata serrata, a questo proposito, la competizione e come ti sei sentita una volta terminato il concorso: realizzata, determinata, delusa, demotivata? Se no, hai in mente di parteciparvi o ritieni di star lavorando/aver lavorato in attesa di qualche riconoscimento ufficiale che ti piacerebbe ricevere?

R: Nessuna sfida entusiasmante, purtroppo, nessun premio o giuria adorante…ma una presentazione del libro all’Auditorium della biblioteca Bruschi, con patrocinio del Municipio, previsto a settembre per la pubblicazione del libro.

4. Prima si parlava di studio e di lavoro: ritieni che questo si sposi adeguatamente con le tue aspirazioni scrittorie? Come concili i due ambiti e cosa consiglieresti a quegli esordienti che si stanno addentrando nel mondo del lavoro, qualunque esso scelgano?

R: Eh difficile, molto, soprattutto per chi come me ha anche una famiglia. ma certamente appagante. io ho la fortuna di lavorare all’Università e ho avuto contatti con qualche professore che mi è stato di consiglio, se non proprio d’aiuto, è questo è tanta manna!

5. Relativamente al tuo ambito di preferenza: prosa o poesia, ritieni di poterti o volerti cimentare nell’altro campo di scrittura? Pensi possa essere facile o difficile per te e per quale motivo? Quali sono, se ci sono, le dritte che, a questo proposito, potresti dare ai neofiti che, per la prima volta, si stanno facendo attrarre dalle voluttà dell’ispirazione?

R: il mio consiglio è, come mi suggerì un professore all’epoca, partecipa ai concorsi per scrittori emergenti ma rivolgiti anche ai siti di supporto per la pubblicazione e guarda bene tutte le opportunità prima di autolimitarti… buona fortuna a tutti!

1. Ti ringrazio per aver esserti volontariamente sottoposta alle mie torture! Inizio subito chiedendoti di parlarci un po’ di te: da quanto tempo calchi questa terra, cosa studi o fai di lavoro e quando hai incominciato a scrivere?

 

R: Ringrazio te per lo spazio che mi offri e mi sottopongo volentieri alle tue “torture”. Sono nata il 1 luglio 1980 a Cittadella, paese della provincia di Padova. Ho sempre vissuto a Campo San Martino (PD) fino al 2007, poi mi sono trasferita a Roma, dove tutt’ora vivo. Mi occupo di cultura e spettacolo, gestisco dei siti on line e faccio ufficio stampa per eventi. Ho iniziato a scrivere i primi versi, dopo un grave incidente stradale che mi ha completamente stravolto la vita. Ho provato a partecipare ad alcuni concorsi letterari quasi per gioco e da lì è iniziato il mio percorso nel mondo della scrittura.Le prime poesie sono nate nel 2004 per ricominciare a sorridere alla vita, per assaporare ogni istante dell’esistenza.

 

2. Specifichiamo meglio ai lettori: cosa hai scritto finora, i generi e i titoli, e cosa ti ha spinto a cimentarti in questa particolare attività letteraria, in particolar modo per quanto riguarda le tipologie peculiari a cui ti sei dedicato? Hai in mente di dedicarti ad un altro genere con i tuoi prossimi lavori? O rimarrai fedele a un tuo progetto o modo di scrivere?

 

R: Ho pubblicato quattro raccolte di poesia ed una raccolta di racconti,”Credo” ed. MeEdusa nel 2006, “Risvegli” ed. Nuovi Poeti nel 2008, “Vita, infinito, paradisi” nel 2009, “Convivendo con le nuvole” ed. GDS, “Sensualità- poesie d’amore d’amare”, Sangel Edizioni nel 2011. Ho deciso di scrivere in versi, perchè la Poesia ha scelto me e da quel momento non ho mai abbandonato questa passione. Con la poesia spero di comunicare la bellezza della vita e le emozioni che ogni istante essa ci offre. Mi auguro di riuscire a trasmettere quei valori a volte dimenticati o poco considerati nel repentino vortice dell’esistenza. Nei miei prossimi lavori non mancherà la Poesia, è in preparazione una nuova raccolta. Mi sto dedicando anche ad un romanzo, che spero di riuscire a concludere quanto prima.

 

3. Hai finora ricevuto, per questi lavori, qualche premio o riconoscimento? Oppure hai partecipato a qualche competizione? In quali occasioni? Raccontaci di queste esperienze: è stato facile per te partecipare e vincere? Lo sarebbe altrettanto per un ipotetico autore emergente? Quanto è stata serrata, a questo proposito, la competizione e come ti sei sentito una volta terminato il concorso: realizzato, determinato, deluso, demotivato? Se no, hai in mente di parteciparvi o ritieni di star lavorando/aver lavorato in attesa di qualche riconoscimento ufficiale che ti piacerebbe ricevere?

 

R: Ho ricevuto parecchi riconoscimenti per la poesia, non li elenco tutti, ogni premio è sempre un bel traguardo che ricordo con gioia. Ho partecipato ai concorsi letterari per competere prima di tutto con me stessa; è stato un modo per rafforzare la mia voglia di scrivere. Vincere non è così facile, ci vuole anche una buona dose di fortuna. Io consiglio sempre agli autori esordienti di partecipare a qualsiasi concorso, non è mai sbagliato mettersi in gioco, bisogna solo credere in quello che si fa e prima o poi i risultati arrivano. Non bisogna abbattersi davanti alle critiche o ai mancati riconoscimenti, il talento di una persona si valuta con altri criteri.

 

4. Prima si parlava di studio e di lavoro: ritieni che questo si sposi adeguatamente con le tue aspirazioni scrittorie? Come concili i due ambiti e cosa consiglieresti a quegli esordienti che si stanno addentrando nel mondo del lavoro, qualunque esso scelgano?

 

R: Io riesco a conciliare bene il lavoro con la scrittura, perché nel mio caso mi occupo di attività legate al mondo della cultura e dell’arte. Se dovessi vivere con i guadagni dei miei libri la realtà sarebbe davvero triste, purtroppo la poesia non è commerciale e solo pochi sono in grado di vivere degnamente con le loro opere. Consiglio agli autori emergenti di farsi una buona posizione nello studio o nel mondo del lavoro, senza credere troppo al guadagno facile. E’ bene non illudersi e rimanere con i piedi ben piantati per terra. Meglio avere una stabilità economica con un lavoro certo.

 

5. Relativamente al tuo ambito di preferenza: prosa o poesia, ritieni di poterti o volerti cimentare nell’altro campo di scrittura? Pensi possa essere facile o difficile per te e per quale motivo? Quali sono, se ci sono, le dritte che, a questo proposito, potresti dare ai neofiti che, per la prima volta, si stanno facendo attrarre dalle voluttà dell’ispirazione?

 

R: Mi sono sempre dedicata alla Poesia, ma ultimamente sto cercando di avventurarmi in altri generi di scrittura. Sto tentando la stesura di un romanzo e devo dire che nulla è semplice quando si parla di ottenere un buon risultato. Con la poesia ho una facilità istintiva di espressione, con il romanzo devo in qualche modo cercare di scoprire piano piano come muovermi. E’ come quando cammini per un sentiero che non conosci, vai con prudenza per non perderti e per non inciampare in qualche ostacolo. Invito i giovani che vogliono avvicinarsi alla scrittura a leggere molto, ad essere curiosi e desiderosi di apprendere dai grandi maestri della letteratura che ci hanno preceduto.

 

6. Hai accennato ad un romanzo in fieri. Ci puoi dare un’anteprima, magari spiegando le motivazioni di questo cambio di genere, che cosa ti ha spinto cioè a cimentarti in qualcosa di così diverso dalla poesia. Romanzo che leggi, genere che trovi: di quale tipo di romanzo stiamo parlando? Inoltre, bisogna considerare anche altri aspetti come il tasto dolente della corposità: per quanto triste sia la cosa e per quanto bello possa essere il testo, difficilmente una persona comprerà un romanzo di 700 pagine scritto da un esordiente ( si può chiamare esordiente chi ha vinto diversi premi e pubblicato diversi libri? ), nelle tue intenzioni quanto penseresti di farlo lungo e perché? Come stai procedendo dunque, alla sua stesura?

 

R: Ho deciso di provare un genere diverso dalla poesia, perché la sperimentazione in scrittura mi affascina, è un mettermi alla prova, che mi stimola a scoprire forme espressive sempre nuove e diverse, con l’obiettivo di creare qualcosa di originale. Non scriverò mai un romanzo di 700 pagine, annoierei prima di tutto me stessa  e poi anche gli ipotetici lettori. Amo l’essenziale e quindi preferisco un contenuto meno esteso. La stesura sta procedendo un pò a rilento, per vari impegni che mi impediscono una concentrazione costante. E’ un lavoro a cui tengo in modo particolare, preferisco non anticipare nulla per ora, chi mi avrà la pazienza di seguirmi, scoprirà il contenuto del libro.


7. Mettiamo da parte ( ma non del tutto ) la prosa, per tornare alla poesia. Tu parli di valori dimenticati: ecco, dunque che cos’è, per te, poesia e quali sono questi valori? Ritieni, infine, che prosa o poesia, i tuoi testi siano indirizzabili e possano essere apprezzati anche da un pubblico giovanile?

 

R: La poesia è una forma d’arte che sa dare spessore ai sentimenti e alle emozioni, accompagna il poeta stesso ad una liberazione dell’anima e della mente. Penso che la realtà d’oggi, sempre più frenetica, impedisce di assaporare e gustare ciò che ci circonda, la natura, i piccoli gesti, un sorriso, una carezza. I miei testi possono essere letti da chiunque, anche dai giovani, mi auguro che almeno qualcuno apprezzi ciò che scrivo.

1. Ringraziandoti per la disponibilità ( nuovamente ) accordatami, comincio: è passato più o meno un anno dalla scorsa intervista, cosa diresti che è cambiato, genericamente, in questo periodo che abbia influenzato la tua vita letteraria?

R: E’ cambiato molto, anche perché io sono una persona estremamente vivace, curiosa di esperienze e psicologicamente instabile: la mia mente frulla idee in continuazione. E se non ne metto in pratica almeno il 20% son problemi seri…
A parte gli scherzi, sono direttore creativo di Onirica edizioni da oltre un anno, lavoro come editor, scrivo recensioni e prefazioni, organizzo eventi. Ho avuto modo di avvicinarmi maggiormente alla narrativa, anche se la mia anima rimane profondamente legata alla poesia. Inoltre, ho avuto la possibilità di conoscere autori e personaggi che lavorano nel mondo della letteratura e dell’arte in generale: ciò ha dato ossigeno alla mia natura espansiva e sono nate delle belle amicizie.

2. Più nello specifico, come ti sei trasformato: nello stile, nel genere, nel lavoro, nella notorietà…? Altrimenti, per quale motivo, secondo te, tutto è rimasto come prima?

R: Il mio stile poetico è in perenne evoluzione: è nato e cresciuto con me, cambia con me. Vivendo la mia vita, seguo le vite altrui e scopro ogni giorno cose nuove che mi arricchiscono e  confluiscono nella mia scrittura. Per quanto riguarda i generi, come dicevo prima, mi sono avvicinata alla narrativa e in particolare al noir. Il famoso romanzo di cui ti parlavo l’anno scorso non è ancora uscito, perché la mia attività è stata rivolta soprattutto a seguire gli emergenti e  alle collaborazioni artistiche: reading, meeting, eventi di solidarietà, giurie di concorsi…  Il lavoro per la casa editrice, che amo con tutta me stessa, è aumentato in maniera spropositata, ma mi dà ogni giorno l’occasione di conoscere meglio le sfaccettature dell’animo umano. Adesso, dopo qualche esperienza positiva, sto seriamente pensando anche al teatro.

3. Quali sono le tue pubblicazioni di questo intercorso periodo? Ritieni qualcuna di esse un momento evolutivo della tua carriera scrittoria?

R: Eh, quando si tratta di cose mie divento inspiegabilmente pigra, e poi sono molto selettiva. Comunque a settembre uscirà “Nessuno”, il mio primo romanzo breve: vedremo le reazioni. In cantiere c’è anche la terza silloge poetica, diversa rispetto alle prime due: più moderna, “contaminata”, sperimentale… non è stata una scelta pensata, è venuta da sé. Probabilmente sarà corredata da foto mie, ma è prematuro parlarne. La fotografia è un’altra delle passioni che ho coltivato fin da piccola, quando mio padre mi faceva regolare l’esposimetro prima di scattare. Ho ricordi bellissimi di lui. E ne ho tante di passioni… solo che tutte insieme non posso metterle in pratica, perciò dedico dei periodi ad alcune e dei periodi ad altre.

4. Descriveresti quale fra queste ritieni la più importante e il motivo per cui ne hai una così alta considerazione?

R: Sicuramente il lavoro con Onirica, di cui ho voluto fortemente la nascita, è stata una palestra umana e professionale formidabile. Entrare così intimamente nelle storie scritte da altri, rapportarsi con gli autori, sia via mail che direttamente, è vita per me.
Onirica è una casa editrice entusiasta e idealista – proprio come sono io –  in cui tutti possono dire la propria, in cui spesso gli autori danno il proprio contributo con nuove idee o collaborano attivamente con noi, com’è successo l’aprile scorso alla Fiera di Sasso Marconi, organizzata dalla rivista poetica “Le voci della luna”. Il direttore editoriale (Adriano Gabellone) ed io eravamo alla Primavera del libro di Villafranca, mentre a “I libri di Colle Ameno” ci hanno rappresentato due nostri validissimi autori, divenuti cari amici: Ariase Barretta di Bologna e Vincenzo Galati della provincia di Siena.
Un’altra bellissima iniziativa, in cui sono stata coinvolta come poetessa e performer dalla fotografa Lisa Bernardini, è una giornata di solidarietà dedicata all’infanzia ad apertura della sua mostra fotografica, il 7 maggio a Roma, nei pressi del Campidoglio.
Personalmente sono soddisfatta delle antologie che ho curato (“Il mercante di fiabe”, raccolta illustrata di racconti per bambini e “Camera 213”, Concept Anthologyi per Onirica, “Dal tramonto all’alba”, raccolta poetica per Albus), anche perché mi hanno dato modo di entrare in contatto con tante persone che amano scrivere e lo sanno fare bene. Spesso, questi rapporti poi si consolidano con la conoscenza vera e propria ed è una grande gioia, per me.
Proprio in questo periodo sto organizzando varie presentazioni per l’antologia poetica di Albus edizioni, insieme agli autori…

5. Cosa ti aspetti per il futuro

R: Non mi aspetto nulla, ma ho tantissimi progetti, sono una sognatrice irriducibile. Vorrei avere tempo ed energie per fare tanto di più: aiutare i giovani meritevoli ad emergere, stringere un connubio più forte tra letteratura e solidarietà concreta (vedi il progetto” Ethiopia Inside” di cui sopra, un libro fotografico di Lisa Bernardini i cui ricavati sono tutti devoluti alla costruzione di un pozzo d’acqua nel villaggio africano di Jijiga). E poi dare un contributo concreto al mondo della poesia con iniziative che la valorizzino e la portino al grande pubblico, anche attraverso manifestazioni, piccole fiere, coinvolgendo la gente. In questo senso mi sono già attivata presso il mio Comune e i comuni limitrofi e ho in programma alcune cose belle.
Fosse per me, poi, andrei in giro per l’Italia con un camioncino pieno di libri e li regalerei a tutte le persone che incontro, magari recitando qualche verso o strimpellando la chitarra…

1. Ti ringrazio per aver esserti volontariamente sottoposta alle mie torture! Inizio subito chiedendoti di parlarci un po’ di te: da quanto tempo
calchi questa terra, cosa studi o fai di lavoro e quando hai incominciato a scrivere?

R:Ciao e grazie a te per la disponibilità, mi chiamo Emanuele Rizzardi è ho ventun anni (fatti da poco fra l’altro) passati in un paesino semi sperduto vicino a Milano, ho fatto il liceo e ora studio lingue all’università Cattolica di Milano anche se non disdegno qualche lavoretto occasionale. Per la scrittura, non è facile rispondere a questa domanda. Diciamo che la mia “vena creativa” se così si può chiamare è stata sopita per parecchio ma ho sempre desiderato scrivere qualcosa, fin da piccolo. L’inizio ufficioso (cioè quando ho scritto la mia prima opera che superasse le 2 pagine) è stato l’estate del 2008, se contiamo, invece, il progetto a cui sto attualmente lavorando senza dubbio l’estate del 2010.

2. Specifichiamo meglio ai lettori: cosa hai scritto finora, i generi e i titoli, e cosa ti ha spinto a cimentarti in questa particolare attività letteraria, in particolar modo per quanto riguarda le tipologie peculiari a cui ti sei dedicato? Hai in mente di dedicarti ad un altro genere con i tuoi prossimi lavori? O rimarrai fedele a un tuo progetto o modo di scrivere?

R:I principali lavoro a cui mi sono dedicato, attualmente, sono tre. Due sono dei romanzi di fantascienza di tipo distopico – post apocalittico a cui non ho mai dato dei titoli. Verso l’estate del 2010 sono passato al romanzo storico con “Iberia” che è quello che vorrei pubblicare. Il cambio di genere è stato abbastanza improvviso devo dire; mi sono improvvisamente reso conto che la mia conoscenza della storia (leggo libri di storia fin da bambino, in particolare del periodo romano-bizantino) poteva servire a questo scopo e ho tentato un esperimento che ora è di 180 pagine word, decisamente qualcosa di concreto. Il futuro è un punto interrogativo, ora sto molto pensando a questo lavoro ma ad occhio e croce vorrei rimanere in questo campo dove ho la ” sicurezza” delle mie conoscenze. Se poi andrà bene potrò rispolverare i vecchi lavori e lustrarli a nuovo. Il modo di scrivere….questa à una bella domanda. Non è facile per una persona cambiare il proprio stile anche se sono stato più volte etichettato come “eccessivamente descrittivo” e se questa cosa dovesse diventare un serio ostacolo non c’è dubbio che mi sforzerò di cambiare. Sicuramente sono stato influenzato dal fatto che prima leggessi molta più fantascienza (Dickins, Asimov ecc.) e che mi sentissi ancora immaturo per un lavoro di tipo storico. è stato quasi per gioco che ci ho provato ma alla fine si è rivelato un buon azzardo.

3. Hai finora ricevuto, per questi lavori, qualche premio o riconoscimento? Oppure hai partecipato a qualche competizione? In quali occasioni? Raccontaci di queste esperienze: è stato facile per te partecipare e vincere? Lo sarebbe altrettanto per un ipotetico autore emergente? Quanto è stata serrata, a questo proposito, la competizione e come ti sei sentito una volta terminato il concorso: realizzato, determinato, deluso, demotivato? Se no, hai in mente di parteciparvi o ritieni di star lavorando/aver lavorato in attesa di qualche riconoscimento ufficiale che ti piacerebbe ricevere?

R: No, fino ad ora non ho ottenuto nessun riconoscimento. Ho contattato alcune case editrici e spero in una risposta. Il guaio è che (togliendo il fattaccio dell’editoria a pagamento) per gli esordienti non è facile, molti ti guardano come una nullità e cercano in te un curriculum prima che una buona opera. Comunque rimango fiducioso che le cose andranno bene.

4. Prima si parlava di studio e di lavoro: ritieni che questo si sposi adeguatamente con le tue aspirazioni scrittorie? Come concili i due ambiti e cosa consiglieresti a quegli esordienti che si stanno addentrando nel mondo del lavoro, qualunque esso scelgano?

R:Temo di no! Certo lo studio delle lingue mi da degli spunti interessanti in caso di interazioni fra personaggi di diverse culture ma credo che ci si limiti a questo. Inoltre la scuola e il lavoro rubano parecchio tempo alla scrittura e purtroppo pochi di noi possono permettersi di dedicarsi a tempo pieno ai propri progetti. Se poi ci mettiamo che sto di media fuori casa 10 ore al giorno e che ho bisogno di assoluta tranquillità per scrivere il tutto diventa assai complicato e ci si riduce al sabato e alla domenica (e nemmeno a tutte quante!) Cosa direi agli esordienti? Non mi sento nemmeno io un esordiente e tempo che ogni consiglio potrebbe essere un po’ vuoto, sicuramente impegnarsi al massimo e non cedere quando le cose vanno male (perché andranno male in buona parte dei casi).

5. Relativamente al tuo ambito di preferenza: prosa o poesia, ritieni di poterti o volerti cimentare nell’altro campo di scrittura? Pensi possa essere facile o difficile per te e per quale motivo? Quali sono, se ci sono, le dritte che, a questo proposito, potresti dare ai neofiti che, per la prima volta, si stanno facendo attrarre dalle voluttà dell’ispirazione?

R: Poesie io? No no, assolutamente. Credo di essere proprio negato per quel genere di cosa oltre che non ne sento nemmeno un interesse particolare. Preferisco leggere poesie al massimo.
Per i neofiti come me consiglio di non montarsi la testa pensando di aver fatto il lavoro del secolo ma nemmeno di accettare la prima proposta che gli viene fatta, bisogna riflettere bene su tutto. Ricordarsi sempre che la scrittura è un piacere e non un modo per fare soldi (a meno che non si abbia qualche spintarella, diciamocelo) e se si vuole proprio ma proprio pubblicare al limite c’è l’autoproduzione che è facilissima da fare con un po’ di soldi oppure ancora c’è internet. Prima la passione, poi il resto.

6. Hai parlato di Internet, dunque questo significa che hai presente il mondo delle pubblicazioni “by web”. Senza fare nomi, magari, quali tipi di siti hai frequentato e quali consiglieresti?

R: Dire che le conosco è forse esagerato ma comunque ho una vaga idea di come funzionino i vari print on demand, pubblicazione online o semplice pubblicazione su blog e forum. L’idea di pubblicare sul web non è malvagia visto che puoi fare praticamente qualsiasi cosa ma, a parer mio, ha due grossi difetti: anzitutto non si ha la soddisfazione (per me importantissima) di vedere il libro in formato cartaceo, con la sua bella copertina, li in una qualunque libreria. Secondo, chi acquista via web è una fetta infinitamente piccola rispetto alla già ridotta fascia dei lettori italiani. Io stesso non ho mai acquistato via web e non credo che lo farò, è molto più comodo e pratico andare in una libreria e magari ti viene a costare pure di meno. Il vantaggio certo sta, come ho già accennato, che si è liberi dai pesanti vincoli imposti dall’editoria cartacea: tra quelli che ti chiedono denaro, quelli che ti ignorano, quelli che vogliono che compri metà delle stampe ecc. non si va mai per il sottile. Cito l’esempio di un editore con cui ho parlato che sostanzialmente mi ha detto << Il tuo è un gran bel lavoro ma io ho bisogno di guadagnare; non mi interessa la documentazione o la veridicità storica basta che scrivi quattro baggianate per attirare il lettore medio >>.

7. Hai detto di aver scritto una parte che mi pare consistente del tuo romanzo storico, Iberia. Ci daresti qualche dettaglio più succulento? Parlandone potresti perfino attirare qualche futuro lettore.

R: Posso dire di averlo ultimato, revisione inclusa anche se non si controlla mai abbastanza uno scritto. Per le informazioni posto qui una breve sinossi che ho anche inviato ad alcune case editrici.
La storia è quella di Alexios Palaiologos, ambasciatore romano presso l’Ancona pontificia, esiliato per pene d’amore dalla sua città natale, Costantinopoli. Nel 1453 i turchi assediano la capitale del decadente e morente impero romano; in questo frangente Alexios riesce a trovare la forza di tornare per riscattare il proprio onore e quello della sua gente. Una volta giunto in città si metterà al servizio dell’ultimo imperatore, Kostantinos XI Palaiologos e del piccolo gruppo di difensori. Tuttavia, la permanenza a casa sarà di breve durata poiché il suo destino lo spingerà ad oriente nella terra che i romani chiamano “Iberia” e gli occidentali “Georgia”. Qui dovrà fare i conti con un passato che non gli darà tregua e con una guerra civile che dilania il Paese da più di mezzo secolo. Troverà il suo posto fra intrighi di palazzo, giochi politici, assedi, stregonerie e colpi di mano. Vivrà un’esperienza straordinaria in una terra unica, sconosciuta, selvaggia governata da un popolo di guerrieri senza paura che non esiterà a tentare il tutto per tutto, nonostante l’inferiorità nel numero e nell’equipaggiamento quando i turchi, mossi da sete di conquista, marceranno verso il Caucaso per estendere il loro dominio. “Iberia” è uno sguardo ad un mondo passato e poco conosciuto, un mondo che non è statico ma anzi deve continuamente cercare di sopravvivere allo scontro fra il passato ed il presente. Le cariche della cavalleria si contrappongono alle bocche di fuoco di archibugi e cannoni, i vecchi valori feudali sono sostituiti dai nuovi Stati nazionali, vecchie potenze tentano di resistere a quelle nuove per non sparire dalla storia. Personaggi di fantasia si mescolano a quelli realmente esistiti, creando un forte intreccio sia sul piano della storia che su quello psicologico e personale di ogni singolo soggetto. Maometto II è l’iracondo e temuto sultano ottomano, Kostantinos il fiero e disperato imperatore dei romani, Bagrat l’avventato e temerario pretendente al trono di Georgia, Giorgi il re usurpatore timoroso di perdere ciò che ha faticosamente ottenuto.

1. Ringraziandoti per la disponibilità ( nuovamente ) accordatami, comincio: è passato più o meno un anno dalla scorsa intervista, cosa diresti che è cambiato, genericamente, in questo periodo che abbia influenzato la tua vita letteraria? … Se è cambiato qualcosa.

R: Ciao Roberto, grazie ancora per l’invito. Direi che di cambiamenti ce ne sono stati parecchi… a febbraio di quest’anno (2011) è uscito il mio terzo libro, il romanzo “Tentazioni” (Butterfly Edizioni), per saperne di più vi invito a guardare il booktrailer che trovate a questo indirizzo:

http://www.youtube.com/watch?v=b5QUtrt1wXA

Poi, dopo tanto volontariato nelle case editrici, ho deciso di mettermi in proprio e ho aperto la Butterfly Edizioni. E’ un progetto in cui credo molto, o forse una pazzia? 😀 Forse entrambe, insomma, credo sia coraggioso decidere di aprire una casa editrice che pubblica emergenti gratuitamente e in un periodo di crisi… Spero che le persone apprezzino il mio gesto e mi sostengano, perché mandare avanti una casa editrice è davvero difficile e mi porta via molto tempo e denaro e senza i lettori rischio di dover chiudere baracca in poco tempo… Ma voi non lo permetterete, vero? 😉 Insomma, dove lo trovate un altro editore che crede in voi e che vi pubblica gratis, un editore che mantiene prezzi bassissimi per i libri e che offre molte agevolazioni per i lettori eh? 😛 In più, Butterfly Edizioni è la terza casa editrice più giovane d’Italia… e poi dicono che noi giovani non ci diamo da fare!

2. Più nello specifico, come ti sei trasformato: nello stile, nel genere, nel lavoro, nella notorietà…? Altrimenti, per quale motivo, secondo te, tutto è rimasto come prima?

R: Ho cercato di mantenere la notorietà di prima… pubblicando un romanzo (visto che molti me lo chiedevano, dopo aver letto i miei racconti e le mie poesie) principalmente, e poi attraverso le interviste televisive: ne ho fatto altre due a febbraio 2011, appena riesco le inserirò su youtube. Direi che ho fatto un grande salto nella scrittura, in quanto dopo anni di racconti e poesie, ora mi dedico solo ai romanzi (che per me sono una dolce scoperta). Inoltre, da un anno ho una rubrica personale sul giornale tosco-emiliano: “Nuvole di scrittura”, anche questa opportunità mi dà tante soddisfazioni. Con la Butterfly Edizioni invece sono in giro per l’Italia a fare eventi e presentazioni dei libri pubblicati, il 3 di aprile per esempio sono stata a Cesenatico, a maggio mi troverete alla fiera del libro di Torino e in quella di Rivanazzano, a giugno a Mantova ecc. Mi sto mettendo molto d’impegno e spero che questo, nel tempo, dia buoni frutti.

3. Quali sono le tue pubblicazioni di questo intercorso periodo? Ritieni qualcuna di esse un momento evolutivo della tua carriera scrittoria?

R: Beh, come dicevo prima… a febbraio 2011 è uscito “Tentazioni”: un romanzo a cui tengo molto che tratta di temi importanti come: aborto, violenza del partner, incomprensione fra persone, amicizia, amore e tradimenti. Un romanzo molto ironico e divertente che riesce a essere leggero anche nelle parti più difficili del testo. In Autunno farò uscire il mio nuovo romanzo “Al di là di te”: un romanzo di “svolta” direi, in quanto sarà un libro forte e duro, crudo, molto diverso da quelli che ho scritto fino adesso, per modalità di scrittura e temi. Con questo romanzo scoprirete una nuova Argeta Brozi: non più soft, non più dolce, non più ironica, ma vera, audace, crudele, come la realtà. Sarei veramente curiosa di sapere che ne penseranno i lettori di questa mia nuova “me”… Oltre a queste pubblicazioni, sto pensando di ritornare nel mondo dei concorsi letterari, è da un po’ di anni che non partecipo più, ma vorrei riprovare, giusto per togliermi uno sfizio… e se poi dovesse andarmi bene come le altre volte, tanto meglio.

4. Descriveresti quale fra queste ritieni la più importante e il motivo per cui ne hai una così alta considerazione?

R: La nascita della Butterfly Edizioni è per me una bella sfida e sicuramente la cosa più importante per adesso… Il motivo? Beh, Butterfly Edizioni potrebbe essere il mio futuro, se questo vi sembra poco…

5. Cosa ti aspetti per il futuro?

R: Di realizzare in modo concreto i miei sogni e di regalare sogni a chi ancora vi crede.

Nuove Interviste

Come potete vedere, ho aggiornato le interviste, proponendo nuove domande agli autori più visitati. L’elenco in via di completamento è visibile nella pagina Interviste.

1. Ringraziandoti per la disponibilità ( nuovamente ) accordatami, comincio: è passato più o meno un anno dalla scorsa intervista, cosa diresti che è cambiato, genericamente, in questo periodo che abbia influenzato la tua vita letteraria? Se è cambiato qualcosa.

R: Ciao Roberto, e grazie a te! In questo anno sono cambiate molte cose e sento che c’è stata una crescita, umana e poetica, per me preziosa. Nello specifico ho portato avanti alcuni progetti già esistenti, ne ho intrapresi di nuovi, ho conosciuto tante belle persone che condividono la mia stessa passione, ho scoperto autori interessanti, ho avuto delle soddisfazioni letterarie ma soprattutto mi sono messa alla prova e ho continuato la mia ricerca. E so che tutto, anche le delusioni, sono parte integrante di questo percorso evolutivo in cui soltanto l’entusiasmo è rimasto immutato.

2. Più nello specifico, come ti sei trasformato: nello stile, nel genere, nel lavoro, nella notorietà…? Altrimenti, per quale motivo, secondo te, tutto è rimasto come prima?

R: Come ti dicevo ho portato avanti la mia ricerca stilistica attraverso la lettura e l’esercizio, prestando attenzione alle critiche, positive e negative, ma sempre rimanendo fedele al mio ideale poetico, in cui mi piace far convergere musicalità, ritmo, brevità. Nel lavoro ho avuto modo di proseguire la mia collaborazione con il sito letterario “La Biblioteca d’Oro” e sono davvero felice del successo ottenuto dall’omonimo concorso, sia per il privilegio di leggere le poesie e i racconti proposti da decine di autori emergenti, anche giovanissimi, sia perché ho approfondito la conoscenza di persone valide, motivate, appassionate di letteratura. Con la poetessa Federica Volpe abbiamo inoltre dato vita a un sito poetico, Vir-Us, in cui pubblichiamo recensioni e interviste, ma anche le poesie vincitrici del concorso settimanale Poem of the Week, che ci sta dando delle belle soddisfazioni grazie anche all’entusiasmo degli autori. In questo anno ho ottenuto poi dei buoni risultati nei concorsi letterari a cui ho partecipato e questo mi ha permesso di far parte di numerose antologie di cui vado orgogliosa.

3. Quali sono le tue pubblicazioni di questo intercorso periodo? Ritieni qualcuna di esse un momento evolutivo della tua carriera scrittoria?

R: Oltre ad aver preso parte a numerose antologie di premi letterari, circa venti e tutte per me ugualmente importanti, ho scritto una raccolta poetica a quattro mani con Federica Volpe, ancora inedita, speriamo per poco!

4. Descriveresti quale fra queste ritieni la più importante e il motivo per cui ne hai una così alta considerazione?

R: Sicuramente “Poesialogo”, la silloge inedita scritta con Federica Volpe , è un progetto nato quasi per caso ma a cui tengo molto, e in cui credo molto. Sono davvero felice che anche Vivian Lamarque, una delle poetesse italiane più amate da me e da Federica, abbia letto e apprezzato il nostro lavoro, regalandoci bellissime parole di sostegno.

5. Cosa ti aspetti per il futuro?

R: Spero che l’ispirazione non mi abbandoni, e spero in un pizzico di buona sorte consapevole che molto, se non tutto, dipende solo da me.