1. Ti ringrazio per aver esserti volontariamente sottoposta alle mie torture! Inizio subito chiedendoti di parlarci un po’ di te: da quanto tempo calchi questa terra, cosa studi o fai di lavoro e quando hai incominciato a scrivere?
R: Ringrazio te per lo spazio che mi offri e mi sottopongo volentieri alle tue “torture”. Sono nata il 1 luglio 1980 a Cittadella, paese della provincia di Padova. Ho sempre vissuto a Campo San Martino (PD) fino al 2007, poi mi sono trasferita a Roma, dove tutt’ora vivo. Mi occupo di cultura e spettacolo, gestisco dei siti on line e faccio ufficio stampa per eventi. Ho iniziato a scrivere i primi versi, dopo un grave incidente stradale che mi ha completamente stravolto la vita. Ho provato a partecipare ad alcuni concorsi letterari quasi per gioco e da lì è iniziato il mio percorso nel mondo della scrittura.Le prime poesie sono nate nel 2004 per ricominciare a sorridere alla vita, per assaporare ogni istante dell’esistenza.
2. Specifichiamo meglio ai lettori: cosa hai scritto finora, i generi e i titoli, e cosa ti ha spinto a cimentarti in questa particolare attività letteraria, in particolar modo per quanto riguarda le tipologie peculiari a cui ti sei dedicato? Hai in mente di dedicarti ad un altro genere con i tuoi prossimi lavori? O rimarrai fedele a un tuo progetto o modo di scrivere?
R: Ho pubblicato quattro raccolte di poesia ed una raccolta di racconti,”Credo” ed. MeEdusa nel 2006, “Risvegli” ed. Nuovi Poeti nel 2008, “Vita, infinito, paradisi” nel 2009, “Convivendo con le nuvole” ed. GDS, “Sensualità- poesie d’amore d’amare”, Sangel Edizioni nel 2011. Ho deciso di scrivere in versi, perchè la Poesia ha scelto me e da quel momento non ho mai abbandonato questa passione. Con la poesia spero di comunicare la bellezza della vita e le emozioni che ogni istante essa ci offre. Mi auguro di riuscire a trasmettere quei valori a volte dimenticati o poco considerati nel repentino vortice dell’esistenza. Nei miei prossimi lavori non mancherà la Poesia, è in preparazione una nuova raccolta. Mi sto dedicando anche ad un romanzo, che spero di riuscire a concludere quanto prima.
3. Hai finora ricevuto, per questi lavori, qualche premio o riconoscimento? Oppure hai partecipato a qualche competizione? In quali occasioni? Raccontaci di queste esperienze: è stato facile per te partecipare e vincere? Lo sarebbe altrettanto per un ipotetico autore emergente? Quanto è stata serrata, a questo proposito, la competizione e come ti sei sentito una volta terminato il concorso: realizzato, determinato, deluso, demotivato? Se no, hai in mente di parteciparvi o ritieni di star lavorando/aver lavorato in attesa di qualche riconoscimento ufficiale che ti piacerebbe ricevere?
R: Ho ricevuto parecchi riconoscimenti per la poesia, non li elenco tutti, ogni premio è sempre un bel traguardo che ricordo con gioia. Ho partecipato ai concorsi letterari per competere prima di tutto con me stessa; è stato un modo per rafforzare la mia voglia di scrivere. Vincere non è così facile, ci vuole anche una buona dose di fortuna. Io consiglio sempre agli autori esordienti di partecipare a qualsiasi concorso, non è mai sbagliato mettersi in gioco, bisogna solo credere in quello che si fa e prima o poi i risultati arrivano. Non bisogna abbattersi davanti alle critiche o ai mancati riconoscimenti, il talento di una persona si valuta con altri criteri.
4. Prima si parlava di studio e di lavoro: ritieni che questo si sposi adeguatamente con le tue aspirazioni scrittorie? Come concili i due ambiti e cosa consiglieresti a quegli esordienti che si stanno addentrando nel mondo del lavoro, qualunque esso scelgano?
R: Io riesco a conciliare bene il lavoro con la scrittura, perché nel mio caso mi occupo di attività legate al mondo della cultura e dell’arte. Se dovessi vivere con i guadagni dei miei libri la realtà sarebbe davvero triste, purtroppo la poesia non è commerciale e solo pochi sono in grado di vivere degnamente con le loro opere. Consiglio agli autori emergenti di farsi una buona posizione nello studio o nel mondo del lavoro, senza credere troppo al guadagno facile. E’ bene non illudersi e rimanere con i piedi ben piantati per terra. Meglio avere una stabilità economica con un lavoro certo.
5. Relativamente al tuo ambito di preferenza: prosa o poesia, ritieni di poterti o volerti cimentare nell’altro campo di scrittura? Pensi possa essere facile o difficile per te e per quale motivo? Quali sono, se ci sono, le dritte che, a questo proposito, potresti dare ai neofiti che, per la prima volta, si stanno facendo attrarre dalle voluttà dell’ispirazione?
R: Mi sono sempre dedicata alla Poesia, ma ultimamente sto cercando di avventurarmi in altri generi di scrittura. Sto tentando la stesura di un romanzo e devo dire che nulla è semplice quando si parla di ottenere un buon risultato. Con la poesia ho una facilità istintiva di espressione, con il romanzo devo in qualche modo cercare di scoprire piano piano come muovermi. E’ come quando cammini per un sentiero che non conosci, vai con prudenza per non perderti e per non inciampare in qualche ostacolo. Invito i giovani che vogliono avvicinarsi alla scrittura a leggere molto, ad essere curiosi e desiderosi di apprendere dai grandi maestri della letteratura che ci hanno preceduto.
6. Hai accennato ad un romanzo in fieri. Ci puoi dare un’anteprima, magari spiegando le motivazioni di questo cambio di genere, che cosa ti ha spinto cioè a cimentarti in qualcosa di così diverso dalla poesia. Romanzo che leggi, genere che trovi: di quale tipo di romanzo stiamo parlando? Inoltre, bisogna considerare anche altri aspetti come il tasto dolente della corposità: per quanto triste sia la cosa e per quanto bello possa essere il testo, difficilmente una persona comprerà un romanzo di 700 pagine scritto da un esordiente ( si può chiamare esordiente chi ha vinto diversi premi e pubblicato diversi libri? ), nelle tue intenzioni quanto penseresti di farlo lungo e perché? Come stai procedendo dunque, alla sua stesura?
R: Ho deciso di provare un genere diverso dalla poesia, perché la sperimentazione in scrittura mi affascina, è un mettermi alla prova, che mi stimola a scoprire forme espressive sempre nuove e diverse, con l’obiettivo di creare qualcosa di originale. Non scriverò mai un romanzo di 700 pagine, annoierei prima di tutto me stessa e poi anche gli ipotetici lettori. Amo l’essenziale e quindi preferisco un contenuto meno esteso. La stesura sta procedendo un pò a rilento, per vari impegni che mi impediscono una concentrazione costante. E’ un lavoro a cui tengo in modo particolare, preferisco non anticipare nulla per ora, chi mi avrà la pazienza di seguirmi, scoprirà il contenuto del libro.
7. Mettiamo da parte ( ma non del tutto ) la prosa, per tornare alla poesia. Tu parli di valori dimenticati: ecco, dunque che cos’è, per te, poesia e quali sono questi valori? Ritieni, infine, che prosa o poesia, i tuoi testi siano indirizzabili e possano essere apprezzati anche da un pubblico giovanile?
R: La poesia è una forma d’arte che sa dare spessore ai sentimenti e alle emozioni, accompagna il poeta stesso ad una liberazione dell’anima e della mente. Penso che la realtà d’oggi, sempre più frenetica, impedisce di assaporare e gustare ciò che ci circonda, la natura, i piccoli gesti, un sorriso, una carezza. I miei testi possono essere letti da chiunque, anche dai giovani, mi auguro che almeno qualcuno apprezzi ciò che scrivo.